giugno 15, 2011

Quel povero cristiano tra la polvere

di Nicolò Piluso

Poggiato su un ripiano troppo alto per poter distinguere i tratti della copertina, della vecchia polvere sbiadisce i colori vivaci di un casolare illuminato da un sole estivo. Un libro può rimanere anni immobile su uno scaffale, pazientemente attende il momento in cui, per curiosità o per noia, arriva il suo tempo: L’avventura d’un povero cristiano di Ignazio Silone.

Per quanto attratto dall’ancestrale storia dell’evoluzione del cristianesimo, dall’avvicendarsi di papi che hanno segnato la storia del nostro paese e della comunità credente, un libro narrante la storia di papa Celestino V difficilmente attirerebbe un lettore in cerca di una lettura che lo distragga dalla quotidiana frenesia in cui è immerso.

Per ragioni sconosciute, forse legate a una frase intercettata tra un semaforo e un parcheggio, o per una particolare canzone ascoltata mentre elabori dati al computer, il momento giunge. Ti avvicini a quel libro che con cura hai scansato per anni, lo afferri, soffi via la polvere e per la prima volta distingui con chiarezza la copertina e il nome dell’autore. Una strana sensazione avvolge la tua curiosità, ti senti conquistato dal libro prima ancora di aprilo, cominci a sfogliarlo distrattamente, sapendo già di volerlo leggere ignaro del fatto che probabilmente è il libro stesso ad averlo deciso.

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maggio 28, 2011

Joshua’s Tree

di Marco Ricci
Non avendo più niente da dire, Joshua si chiuse in un silenzio tale da far impallidire Siddartha e Sai-Baba messi insieme.

Fino ad allora era stato loquace, espansivo. Addirittura fastidioso in quelle circostanze che lo eccitavano particolarmente e lo portavano a raggiungere la sua tipica frenesia espansiva a cui era difficile mettere un limite. L’innato senso di stupore, d’altronde, non l’aveva mai spinto a isolarsi o a rinchiudersi in un cassetto, neppure davanti a quei comportamenti difficilmente comprensibili o giustificabili. Anzi, il non capire a fondo tutto ciò che vedeva aveva progressivamente accresciuto la sua voglia di chiedere, e man mano che i suoi ragionamenti si erano fatti più accurati e le sue domande più pertinenti e precise, la curiosità di cui era indubbiamente dotato fin dalla nascita aveva cominciato a creare al prossimo più imbarazzi che altro.

Questo finché, una mattina di maggio, si rese improvvisamente conto di non avere più niente da dire. E neppure da chiedere. E neppure da ascoltare. continua a leggere »

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maggio 6, 2011

Scrivere

di Luisa Valenzuela

Scrivo contro coloro che credono di avere tutte le risposte. Spero che ogni mio libro sia una fonte che genera domande su domande e, per fortuna, quasi nessuna risposta.

Credo che si scriva sempre a partire da una carenza, e non per colmarla – questa sarebbe una pretesa vana e presuntuosa – ma per interrogarla. continua a leggere »

maggio 5, 2011

Je ne regrette rien

di Luca Alvino

Vi è mai capitato di fare confusione fra il sogno e la veglia? Di non riuscire a comprendere se ciò che state vivendo sia un sogno o un’esperienza reale? O di non vedere l’ora che arrivi la notte per sognare, andando a dormire con la stessa curiosità con cui si va al cinema? Di arrivare a ritenere la lievità onirica preferibile all’esistenza costretta del mondo reale? Attenti: a qualcuno è capitato di rimanere intrappolato nei propri sogni, e là sotto le ore possono diventare anni; si perde la cognizione dell’irrealtà, ed è facile rimanere ostaggi del non-essere, alla mercé del rimpianto e della desolazione. continua a leggere »

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maggio 4, 2011

Tra le altre cose

di Valeria Veneruso

Devo ricordarmi di mettere un taccuino accanto al letto. Soffro d’insonnia e, guarda caso, me ne ricordo quando quelle rare volte cado addormentato, quando sono troppo stanco e sul filo della palpebra non riesco ad alzarmi per l’ultima sigaretta una matita un foglio.

Bisogna ricordarsi sempre il nome delle controfigure che muoiono, giusto?

Bisogna. continua a leggere »

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maggio 3, 2011

Inserire titolo|

di Antonio Caruso

 I

L’utente si deve adattare alla tecnologia più di quanto la tecnologia non riesca ad adattarsi all’utente, siamo tutti vittime degli elenchi puntati di word. È un po’ come cercare di dormire in un labirinto per roditori di media grandezza. continua a leggere »

maggio 3, 2011

Rhythm & Shoes

di Francesco Ricci

Forse mi accendo un’altra sigaretta, il sole ancora non ha fatto il suo nostalgico inchino. Aspetto trepidante il momento in cui affonderà al di là della sagoma del palazzo che ho di fronte, lasciando campo libero alle stelle, come tutte le sere. Senza le ombre non so mai cosa scrivere.

Tra le dita non mi è rimasto che il filtro consunto dell’ennesima Winston: me ne restano cinque.

Agguanto il primo libro che rapisce il mio sguardo, quello letto talmente tante volte che oramai ho perduto il conto, e lo apro nel bel mezzo della storia, un po’ più verso il principio: è Pirandello, mon amour, Uno, nessuno e centomila. continua a leggere »

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maggio 2, 2011

Intertestualità e metaletteratura

di Enrique Vila-Matas
(tratto da Intertextualidad y metaliteratura)

Può forse sembrare paradossale, ma ho sempre cercato la mia originalità di scrittore nell’assimilazione di altre voci. Le idee o frasi acquisiscono un altro significato quando le si cita, lievemente ritoccate, situate in un contesto insolito.

«Mi chiamo Erik Satie, come chiunque». continua a leggere »

maggio 1, 2011

Genitivo assoluto

di Andrea Melone

Povero diavolo, è uno sconquasso
Che d’alto in basso piombar lo fa.
«Eccolo, eccolo» tutti diranno
Mi burleranno per la città.
(Cenerentola, Rossini)

Sbatto la porta e bestemmio Diopadre sul pianerottolo. Ancora due ore e mezza al turno, ma non voglio stare dentro casa, vedere lei voltata sul lavandino e quella faccia con gli occhi come cavati. continua a leggere »

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aprile 28, 2011

Una Sinfonica Babele

Nota della Redazione

Con la recente diffusione dei più disparati dispositivi elettronici (cellulari, videocamere, chiavette digitali, lettori mp3, hard disk esterni), anche chi non possiede una specifica preparazione informatica ha acquisito familiarità con il concetto di USB. L’USB (acronimo per «Universal Serial Bus») è un protocollo di comunicazione che consente il collegamento di periferiche esterne a un personal computer, attraverso una tipologia di connettore standard. Il protocollo non è altro che un’interfaccia, ovvero la convenzione di una modalità di comunicazione tra sistemi diversi. Internamente ciascun sistema funziona in maniera autonoma e indipendente, ma è progettato per scambiare dati con altri dispositivi attraverso modalità condivise, che nel caso dell’USB riguardano sia la parte hardware che la parte software. continua a leggere »

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